I “time buffer DDMRP” e la staffetta 4×100

By Bernard Milian

Avete presente la staffetta?

Ogni corridore dà il meglio di se’ per la sua parte di gara, e poi passa il testimone al corridore successivo in un’area predefinita.

In una staffetta 4x100m, per passare il testimone c’è una zona di scambio di 20 metri: 10 metri prima dei 100 m, e 10 metri dopo.

Questa zona è contrassegnata sulla pista, in modo da consentire agli atleti di regolare le loro azioni. Se il passaggio del testimone avviene prima o dopo questa zona, si è eliminati.

Questa zona di 20 metri per ogni sezione di 100 metri rappresenta quindi il 20% della distanza percorsa.

Aspettate un momento (almeno qualche decimo di secondo…). Cosa c’entra con il processo di pianificazione nelle aziende?

Nelle nostre supply chain, siamo soliti chiedere a ciascuna delle parti in causa (i fornitori, i plant produttivi, i centri di distribuzione) di fare il meglio possibile nella loro parte di competenza, ma poi di consegnare il testimone in una data, in un momento molto preciso. È giusto?

Se, ad esempio, dobbiamo produrre un sistema complesso composto da più componenti “make to order”, richiediamo a tutti i fornitori di consegnare giusto in tempo per l’integrazione all’interno del prodotto finale.

Lo stesso avviene anche per i vari step produttivi (lavorazioni meccaniche, processi intermedi, assemblaggio finale) all’interno dello stesso plant.

 

In altre parole, degli atleti iper-allenati hanno diritto a un margine di coordinamento del 20% per passare il testimone al proprio compagno, ma nelle nostre supply chain siamo abituati a richiedere di rispettare in modo rigoroso le date concordate, e qualsiasi ritardo o anticipo è visto come un’anomalia.

 

Anche nella vita reale delle nostre aziende questo “passaggio del testimone” richiede una certa flessibilità, la definizione di “zone di scambio” entro cui il passaggio deve avvenire, ed un processo decisionale adattivo (per rallentare o accelerare) in considerazione della nostra posizione in prossimità della zona di scambio e della posizione del mio compagno.

Ecco la definizione più intuitiva possibile di un “time buffer”. Esso è molto simile all’area di scambio in cui il testimone viene passato dai processi a monte a quelli a valle. Si tratta di una quantità di tempo che è lì per assorbire la variabilità delle operazioni a monte e per proteggere l’inizio puntuale dell’operazione a valle. Questo time buffer si traduce nella definizione di zone rosse, gialle e verdi, e a seconda della nostra posizione nel buffer prendiamo le decisioni opportune: accelerare, rallentare, dare priorità a questo ordine piuttosto che a quello.

L’organizzazione di time buffer nei punti chiave dei flussi, il loro corretto dimensionamento e l’immediatezza “semaforica” dei loro segnali di priorità sono essenziali per garantireun passaggio di testimone fluido nelle nostre Supply Chain.

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